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Tratto da

Il sole e le spighe

Autore

Iva Frediani

Tempo di lettura

8 minuti

2 giugno 1946 - Edizione 2026: 80 anni di Repubblica italiana

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Il sole e le spighe
Un giorno fu messo su il Comitato di liberazione, coi partigiani e tutti, io lo frequentavo, mio marito lo stesso [...] Io ero emozionata, non so come ho fatto a vivere e pensavo “se c’era il mi’ babbo!”

Un giorno fu messo su il Comitato di liberazione, coi partigiani e tutti, io lo frequentavo, mio marito lo stesso. Amici dei partigiani venivano a casa nostra che tutto un’amicizia eravamo. Via, via veniva fatto un corteo, in paese, si passava davanti a codesti fascisti gridando “venite fuori ora, venite a picchiare, venite!” Ma nessuno, non vedevi nessuno, nemmeno un gatto. Io ero emozionata, non so come ho fatto a vivere e pensavo “se c’era il mi’ babbo!”   

Una manifestazione di quel genere non l’avevo mai vista, anche al tempo del socialismo, la banda, cortei lunghi e tutto il popolo, bambini, vecchi, tutti, tutti in processione, in “processione socialista”, tutti dietro la bandiera rossa.

Un giorno partimmo per Pisa perché c’era Togliatti. Dette un grande comizio e tutti i pulman dei posti vicini, bisognava vedere la popolazione, insomma non si poteva passare, ma io e mio marito si passò attraverso e si andò proprio sotto il palco dov’era Togliatti. Mi sembrava di essere ai tempi di mio padre e sentivo le sue parole. Sentivo che il cuore mi spaccava.

Mio padre parlava e diceva tutto, come era avvenuto il fascismo, com’era venuta la guerra. Diceva tutto quello che io sapevo. Le bandiere rosse che c’erano, solo la nostra bandiera, quella non c’era più l’avevano spaccata. […] Si piangeva e si rideva, si piangeva per i morti e si rideva per aver spazzato via quei delinquenti.  Quando fu ad un certo punto, Togliatti si vide salire sopra il palco una signora a salutarlo “Mio marito l’hanno ucciso i nazi-fascisti”. Allora Togliatti le fece un grande discorso. Dopo salì una bambina, che avrà avuto 9 o 10 anni, con un fascio di rose e garofani rossi. Bisognava vedere che bellezza! E Togliatti abbracciò questa bambina, e questa signora disse: “Era il babbo di questa piccola. Mio marito!” Le schioccate di mano e gli inni sobissavano Pisa. […]

Una manifestazione di quel genere non l’avevo mai vista, anche al tempo del socialismo, la banda, cortei lunghi e tutto il popolo, bambini, vecchi, tutti, tutti in processione, in “processione socialista”, tutti dietro la bandiera rossa.

Nel 1946 quando si andò alle urne per il voto alla repubblica ero molto contenta di dare il mio voto per questa Repubblica tanto desiderata e tanto combattuta, mi veniva sempre in mente mio padre…

Nel 1946 quando si andò alle urne per il voto alla repubblica ero molto contenta di dare il mio voto per questa Repubblica tanto desiderata e tanto combattuta, mi veniva sempre in mente mio padre…

Quando ero bambina, avrò avuto appena 3 anni, mio padre mi prendeva sulle ginocchia e mi diceva: «Dimmi un po’ come sei monarchica o repubblicana?». Io rispondevo pronta «Repubblicana». E lui si metteva a ridere, dicendo a mia madre: «Vedi che bimba intelligente che abbiamo e aggiungeva un brava di cuore. Se fosse ancora vivo, come sarebbe contento!
Una bimba di tre anni non poteva intendersi di Repubblica, ma lui mi aveva ammaestrata ed io dicevo sempre quello che lui preferiva. Solo oggi posso dire che aveva molta ragione in tutto quello che diceva.

[…]

Bisognò anche fare tutti la bandiera tricolore e metterla alla finestra, come volevano loro. Io non volevo male all’Italia, ma non volevo essere comandata da loro. Cosa feci per formare questa bandiera? Presi un pezzo di stoffa bianca vecchia, la divisi in tre parti: il bianco restò com’era, il rosso lo tinsi con l’acqua di un foglio rosso, il verde andai nell’orto e presi delle foglie di pianta di pomodoro e feci l’acqua verde e tinsi la stoffa, l’asta cercai una canna: quella era la mia bandiera.


Ognuno di noi avrebbe una storia da raccontare, però più gli anni passano e più la storia è sempre più lunga e talvolta più dolorosa. […]  Basti raccontare le guerre passate e poi, la terribile dittatura fascista chi l’ha provata ne sa qualche cosa…nella mia memoria ha lasciato un grande ingombro, per tutta la vita…Quando ripenso a tutto, non faccio che ripetere come ho fatto a sopportare tutto, eppure sono ancora viva a raccontare tante tante cose….