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Tratto da

Lampi nel percorso della memoria

Autore

Nada Martelli

Tempo di lettura

3 minuti

2 giugno 1946 - Edizione 2026: 80 anni di Repubblica italiana

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Repubblica, non ti sbagliare!
"Repubblica, non ti sbagliare!''

''Repubblica, non ti sbagliare!''

 

Non si sono allentate le tensioni che devastano l'animo di vinti e vincitori, siamo ancora immersi in un'atmosfera di sospetto, la guerra è finita da appena un anno quando il principe Umberto diventa re. La coppia di sposi che aveva acceso la mia fantasia di bambina, ora è circondata da quattro figli piccoli e aspetta che il popolo italiano decida, con un "referendum", se deve restare o andarsene.

Luigi è furiosamente repubblicano, fa propaganda continua contro la monarchia alla quale attribuisce colpe passate, presenti e future; tutti i nostri amici sono elettrizzati dal desiderio di esperienze nuove in un clima di libertà e democrazia senza ombra di "agganci" con il passato.

Vivo giornate di trepidazione, col bambino di pochi mesi, desiderio di normalità, rifiuto di progetti "eroici".

Per la prima volta, il 2 giugno '46 andrò a votare, toccherà anche a me la responsabilità di decidere la sorte di un re.

 

La giovane famiglia mi guarda da tutti i manifesti, ma io ho cantato "Fratelli d'Italia" e mi sono appuntata sul petto la coccarda tricolore con l'edera repubblicana, non posso lasciarmi andare ai sentimentalismi: il vecchio re ha tradito il paese, ha abbandonato i soldati al loro destino, ha provocato lo scompiglio dell'S settembre, preludio alla guerra fratricida.

Mi avvio lentamente verso il seggio, da sola.

 

Luigi è andato di prima mattina, è inchiodato in sezione a osservare e commentare l'affluenza alle urne. Quando arrivo mi guarda distrattamente ma forse avverte la mia titubanza perché si avvicina e con tono perentorio mi ricorda: "Repubblica, non ti sbagliare... "

Mentre presento il documento e ritiro la scheda mi pare di avere accanto la maestra Rosa, terza elementare: ci descrive la culla con i fregi d'oro che noi Piccole Italiane abbiamo "regalato" alla principessina Maria Pia, primogenita di Umberto e Maria José". Bellissima culla, comprata con l'offerta di tutti I bambini d'Italia, una culla incantata, come quella delle fate e a me piacciono

le fiabe e son felice di aver regalato la culla d'oro a una principessina appena nata.

 

Chissà cosa farà oggi la maestra Rosa?!

 

Nel segreto della cabina elettorale, felicemente sola, tradisco mio marito e voto "MONARCHIA".