Autore
Nada MartelliAnno
1994Luogo
Firenze/provinciaTempo di lettura
3 minutiLampi nel percorso della memoria
''Repubblica, non ti sbagliare!''
 
Non si sono allentate le tensioni che devastano l'animo di vinti e vincitori, siamo ancora immersi in un'atmosfera di sospetto, la guerra è finita da appena un anno quando il principe Umberto diventa re. La coppia di sposi che aveva acceso la mia fantasia di bambina, ora è circondata da quattro figli piccoli e aspetta che il popolo italiano decida, con un "referendum", se deve restare o andarsene.
Luigi è furiosamente repubblicano, fa propaganda continua contro la monarchia alla quale attribuisce colpe passate, presenti e future; tutti i nostri amici sono elettrizzati dal desiderio di esperienze nuove in un clima di libertà e democrazia senza ombra di "agganci" con il passato.
Vivo giornate di trepidazione, col bambino di pochi mesi, desiderio di normalità, rifiuto di progetti "eroici".
Per la prima volta, il 2 giugno '46 andrò a votare, toccherà anche a me la responsabilità di decidere la sorte di un re.
 
La giovane famiglia mi guarda da tutti i manifesti, ma io ho cantato "Fratelli d'Italia" e mi sono appuntata sul petto la coccarda tricolore con l'edera repubblicana, non posso lasciarmi andare ai sentimentalismi: il vecchio re ha tradito il paese, ha abbandonato i soldati al loro destino, ha provocato lo scompiglio dell'S settembre, preludio alla guerra fratricida.
Mi avvio lentamente verso il seggio, da sola.
 
Luigi è andato di prima mattina, è inchiodato in sezione a osservare e commentare l'affluenza alle urne. Quando arrivo mi guarda distrattamente ma forse avverte la mia titubanza perché si avvicina e con tono perentorio mi ricorda: "Repubblica, non ti sbagliare... "
Mentre presento il documento e ritiro la scheda mi pare di avere accanto la maestra Rosa, terza elementare: ci descrive la culla con i fregi d'oro che noi Piccole Italiane abbiamo "regalato" alla principessina Maria Pia, primogenita di Umberto e Maria José". Bellissima culla, comprata con l'offerta di tutti I bambini d'Italia, una culla incantata, come quella delle fate e a me piacciono
le fiabe e son felice di aver regalato la culla d'oro a una principessina appena nata.
 
Chissà cosa farà oggi la maestra Rosa?!
 
Nel segreto della cabina elettorale, felicemente sola, tradisco mio marito e voto "MONARCHIA".