Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Privacy completa.

Logo Fondazione Archivio Diaristico Nazionale

Scheda di dettaglio

Autore
Nome cognome
Jean Paul Habimana
Data di nascita
1984
Sesso
m
Luogo di nascita
Nyamasheke, Ruanda
Livello di scolarizzazione
Laurea
Mestiere/Professione
Insegnante
Diario
Natura del testo
Dattiloscritto: 2
Tempo della scrittura
2015 -2015
Estremi cronologici
1994
Provenienza geografica
Rwanda
Crediti immagine di copertina
Jean Paul Habimana

Jean Paul Habimana

[...] Mi chiamo Jean Paul Habimana

Un giovane ruandese ricorda il genocidio dei tutsi del 1994, a cui sopravvive. All'epoca ha dieci anni. Dopo essere scampato più volte alla morte, si salva grazie all’aiuto di una donna hutu.

Sinossi

Ruanda, 6 aprile 1994. L’abbattimento dell’aereo dei presidenti di Ruanda e Burundi accende la scintilla dell’ultimo genocidio del Novecento. Per Jean Paul Habimana, nato nel 1984 in una famiglia tutsi, è il giorno in cui tutto cambia per sempre. Il mattino dopo comincia la fuga: “Fuggimmo lasciando il cibo ancora caldo nei piatti. Fu l’ultima volta che vidi mio padre”. Rifugiato nella parrocchia di Shangi, sopravvive per miracolo al massacro, nascosto sotto i corpi dei fuggiaschi uccisi. Con l’aiuto di una donna hutu riesce a salvarsi, ritrova la madre e raggiunge un campo profughi. La sua testimonianza attraversa il genocidio, la perdita e la ricostruzione, fino a una scelta che sembra smentire da sola la logica dell’odio: sposare una donna di famiglia hutu. “Siamo ruandesi e basta”.