Autore
Osanna LambertiniAnno
-Luogo
Bologna/provinciaTempo di lettura
3 minuti 30 secondiSono nata 76 anni fa
Ci fu poi la conquista della parità salariale per cui ad eguale lavoro doveva corrispondere uguale salario L'inserimento delle donne in lavori tradizionalmente considerati maschili, come la potatura e l'innesto, l'uso dei mezzi meccanici nelle aziende agricole, si potè realizzare grazie alla collaborazione del sindacato braccianti e la cooperativa agricola locale, che provvidero ad organizzare corsi specifici per preparare le lavoratrici ad eseguire anche questi ruoli, onde ridurre i periodi di disoccupazione stagionali.
Anche con gli zuccherifici, due nel nostro comune, fu necessario modificare il sistema di assunzione del personale stagionale, per dare occupazione alle donne. Per il fatto che nel periodo della lavorazione delle barbabietole lo zuccherificio funzionava anche di notte non era prevista l'assunzione di manodopera femminile. Si assumevano pensionati senza limiti di età, ma le donne no. Fu necessario l'intervento del sindacato per far sì che anche le lavoratrici che ne avessero fatto richiesta venissero accettate.
Per le elezioni amministrative 1950 accettai la proposta di essere candidata, come indipendente, al Consiglio Comunale nella lista Comune Democratico. Fui eletta e cominciò così una nuova esperienza e un nuovo impegno che si aggiungeva agli altri. Mi volle parecchio tempo, prima che la mia fosse non una semplice presenza numerica che alzava la mano al momento della votazione delle varie delibere.
Il Sindaco precedente era in carcere accusato insieme ad altri partigiani, tra i quali un fratello del mio fidanzato, accusati di reati non commessi. In quegli anni era in pieno svolgimento la campagna di denigrazione di una parte della Resistenza, mirante a screditare la sinistra. Ci fu un fatto, avvenuto a Bologna, che mi fece riflettere. Lessi un giorno nel giornale che due poliziotti erano rimasti uccisi da un malvivente che avrebbero dovuto arrestare. La descrizione di come si erano svolti i fatti mi fece rabbrividire. Ma come era possibile? La Polizia era andata in forze ad arrestare il capolega dei braccianti di Massumatico, si era premurata di circondare la casa prima di bussare e vanno per arrestare un componente di una banda tra le più pericolose, hanno suonato è stato aperto, sono entrati, hanno iniziato la perquisizione dell'abitazione intanto lui il bandito, che non era stato perquisito, ha potuto sparare con la pistola che aveva addosso e andarsene. Ecco come venivano addestrati coloro che avrebbero dovuto difendere l'ordine, la legalità. Dovendo credere che il nemico da combattere, il più pericoloso, era chi faceva sciopero, chi andava in piazza con i cartelli e le bandiere e orlava degli slogan. D'altra parte, entrare a far parte dei corpi di polizia o dei carabinieri occorrevano, e forse occorrono, dei requisiti precisi: il più importante è non solo non essere di sinistra ma.... non vorrei sbilanciarmi troppo.